FINERO - CIMONE DI CORTECHIUSO

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Durata Distanza Difficoltà
4:30 h Km. Medio
Dislivello Dislivello a Quota a.
+m. 1357 -m. 57 a. 2183 m.

Partendo da Finero (m 896) e proseguendo per la nuova strada attraverso i prati dei Chiosi e di Dorbolone, si raggiunge la località di sponda dove si erge la cappella del Boschetto, detta anche della Madonna delle Vipere è dedicata a S.Antonio che è raffigurato su un lato; al centro si può ammirare una Madonna col Bambino, opera del pittore vigezzino contemporaneo Carlo Mattei.

 

Si prosegue lungo una larga mulattiera che si inoltra tra faggi e querce fino a Scogna, (m 1019) dove riprendono i prati. Alla cappella del Bozul, la più antica del paese, la strada si biforca: a destra di sale alle baite di Dorbolo (Durbul) alto, a sinistra la strada si abbassa e prosegue tra i prati di Dorbolo per raggiungere il ponte che attraversa il rio omonimo.

 

Oltrepassato il ponte, la mulattiera si inoltra per un breve tratto in un bosco di faggio, poi, superato un altro ponticello, si divide di nuovo: il sentiero di sinistra sale direttamente attraverso il prato alle baite di Fela alta, mentre la mulattiera prosegue in piano tra i prati e le baite di Fela.
La mulattiera prosegue attraverso il prato scosceso della Bandolina, al termine del quale esisteva una fornace per la produzione della calce, attiva fino all’inizio del XX secolo.

 

Attraverso il ruscello si entra nel bosco di faggio di Flasck e la mulattiera prosegue nel faggeto fino ad incontrare il rio Chiarore che supera con un ponte di ferro. Dopo il ponte si percorre una breve saluta sempre tra i faggi e si raggiungono in circa 30 minuti i prati del Monte Chiarore (Ciarun m. 1217), che ha una notevole superficie di prato; le sue baite, tutte intonacate, sono disposte a vari livelli, tra i 1150 e i 1217 metri s.l.m. La permanenza degli alpigiani in questo monte durava a lungo, sia nel periodo autunnale che in quello primaverile.
Prendendo a sinistra si sale per la scorciatoia della costa che attraversa le rocce al margine del bosco tra rododendri e mirtilli, fino ai prati dell’alpe Oro di Giove (l’Or de Zu m. 1640). Prima della Cappella della Madonna, la scorciatoia si ricongiunge con il sentiero più comodo che sale da destra attraverso il bosco. Originariamente di piccole dimensioni, la cappella fu ampliata nel 1911 con la costruzione anche un portico-rifugio. L’ultimo restauro risale al 1978.

 

Si prosegue fino alla bocchetta della Forcola (m. 1683): a sinistra si scende nella conca verde dell’alpe Campo (Camp m. 1610) mentre a destra il sentiero aggira la Cima Fornaletti (m. 1903), in mezzo ai rododendri, fino alla depressione della Bassa (m. 1815); proseguendo lungo la cresta si raggiunge l’alpe Cortechiuso.

 

L’alpe Cortechiuso con i suoi 1883 metri è l’alpeggio più alto del comune di Malesco ed è il più lontano dal paese di Finero a cui appartiene.
L’alpeggio è costituito da un’ampia stalla da una casera protette dalle valanghe da un dosso roccioso che le sovrasta. Intorno, i verdi praticelli, che un tempo alimentavano per circa un mese fino a 40 bovine, ora sono dimora di numerose marmotte.
Gli edifici sono stati restaurati nel 1995 da un gruppo di giovani volontari sineresi con il contributo del Comune di Malesco, proprietario degli immobili, dei quali uno adibito a bivacco.

 

Il sentiero che diparte dietro le baite di Cortechiuso raggiunge la Bocchetta (m. 2034) e con percorso un poco accidentato la vetta del Cimone di Cortechiuso (m. 2183) dalla quale si gode un panorama che abbraccia la catena alpina centro occidentale, i sette laghi e la pianura padana.

9 km, 00:00:00