PARCHI

OASI WWF DEL BOSCO TENSO

 

FRI bosco-tenso

L’Oasi Naturale del Bosco Tenso di Premosello Chiovenda, istituita nel 1990 dal comune di Premosello Chiovenda e gestita dal WWF Verbania) protegge la più estesa fascia di bosco igrofilo planiziale (23 ettari di querco-carpineto) nella valle percorsa dal fiume Toce. E’ la più grande area rimasta a bosco lungo il fiume, residuo dei grandi boschi che un tempo occupavano l'Ossola, abbattuti per far posto alle coltivazioni già a partire dal XII secolo. Il Bosco Tenso era "tensato", cioè soggetto a vincoli, già nel 1572. Essendo sulla riva del Toce, salvava le coltivazioni dalle piene del fiume. Anche i Bandi Campestri del 1833 confermano la protezione del Bosco Tenso. 

La formazione geologica del terreno su cui si estende il Bosco Tenso è alluvionale: ghiaioso-sabbioso in profondità; sabbioso - limoso in superficie, conseguenza delle periodiche esondazione del fiume Toce. L'area boschiva è pianeggiante, interrotta dagli alvei infossati del Rio dei Rughetti e del Rio del Ponte. Su tutta l'area si estende un fitto bosco misto di latifoglie; in alcuni tratti di bosco si riscontrano presenze quasi monospecifiche di frassini, tigli ed ontani bianchi.
La valle del Toce è un'area di grande pregio naturalistico, perché costituisce una via preferenziale per il passaggio di numerose specie di uccelli che migrano attraversano le Alpi per raggiungere le zone di nidificazione del nord Europa. Anche il greto ciottoloso è un importante ambiente dal punto di vista ornitologico con oltre 40 specie di uccelli nidificanti accertati.

www.wwf.it

 

 

 

RISERVA NATURALE SPECIALE DEL SACRO MONTE CALVARIO

 

FRI S.M.-Calvario

La Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte Calvario di Domodossola è stata istituita nel 1991 con l'intento di salvaguardare l'immenso patrimonio artistico, storico, architettonico e naturalistico del Sacro Monte. Fanno parte del Complesso il Castello medioevale di Mattarella, il Convento dei Padri Rosminiani, l'Oratorio della Madonna delle Grazie, il Santuario del SS. Crocefisso e le quindici cappelle che compongono la via crucis. La vicenda religiosa del Sacro Monte Calvario iniziò nel 1656 con la benedizione di 14 croci di legno ad opera di due frati cappuccini, Gioachino da Cassano ed Andrea da Rho. Nel 1657, con il concorso della comunità ossolana, iniziò la costruzione del santuario del SS Crocifisso su progetto del maestro Tommaso Lazzaro di Val d’Intelvi che eseguì tutte le opere murarie tra il 1657 e il 1690. Il complesso, si compone di dodici cappelle dedicate alle stazioni della Via Crucis e, l'ultima, alla Resurrezione. La chiesa-santuario sulla sommità del monte incorpora tre stazioni. Il Calvario è complesso monumentale pienamente ossolano perché alla sua edificazione contribuirono materialmente e idealmente le forze migliori dell'Ossola del '600, ma lo è soprattutto perché al Calvario, espressione di coesione comunitaria di un'intera valle, è legata larga parte della religiosità popolare ossolana. L'arrivo al Calvario di Antonio Rosmini (febbraio 1828), che vi fondò l’Istituto di Carità, determinò un rifiorire della devozione popolare.
Nel 1863 vi si stabilì l'istituto religioso che trasformò l'edificio eretto nel 1700 accanto al santuario un centro di formazione e di spiritualità.  www.sacromonte-domodossola.com  www.sacromontedomodossola.it 

 

 

 

RISERVA NATURALE SPECIALE DI FONDOTOCE

 

FRI fondotoceLa riserva si sviluppa su un'area di 360 ettari e comprende la zona costiera a canneto del Golfo Borromeo e l'ultimo tratto del fiume Toce. E' una tipica zona umida relittuale in un'area ad intenso insediamento umano. La riserva accoglie una ricca avifauna tra cui, elemento endemico, la Trapa natans var. Verbanensis (castagna d'acqua). Nel Centro Studi sulle Migrazioni di Fondotoce viene studiato il passaggio dell'avifauna nelle zone di canneto; in questi anni è stato possibile effettuare un censimento delle specie ornitologiche presenti ed evidenziarne l'importante ruolo internazionale grazie alla ricattura di uccelli inanellati in diverse Nazioni europee. Nel periodo di passo (primavera ed autunno) sono possibili visite guidate per assistere alle attività di inanellamento www.parcoticinolagomaggiore.it

 

 

 







 

RISERVA NATURALE SPECIALE DEL SACRO MONTE DI GHIFFA

 

FRI SM-ghiffa

Il Sacro Monte, dedicato alla SS. Trinità, è posto in magnifica posizione dominante il Lago Maggiore. Si tratta di un complesso barocco incompiuto che si rifà alla concezione borromaica ed ai modelli architettonici dei Sacri Monti di Orta e di Varese. Sorge su un ripiano alle falde del Monte Cargiago e comprende la chiesa del Santuario, tre cappelle e il porticato della Via Crucis. Lo si raggiunge lungo una strada che sale in breve dalla frazione Ronco. Secondo una tradizione il Santuario sorge sul luogo di un solitario oratorio sorto a ricordo dei Santi Giulio e Giuliano, evangelizzatori del Novarese nel IV secolo. La chiesa del Santuario della SS. Trinità preesisteva al Sacro Monte. Recenti scavi, condotti sotto il pavimento dell’edificio, hanno rivelato le fondazioni di un edificio absidato, databile al XII - XIII secolo. La primitiva chiesa venne ricostruita tra il 1605 e il 1617, il campanile fu innalzato nel 1646, mentre nel 1752 fu aggiunto in facciata il porticato oggi visibile. Le pendici del Monte Cargiago, sulle quali si sviluppano i circa 200 ettari di Riserva Naturale, sono sono ricoperte da fitti boschi misti di latifoglie a prevalenza di castagno e percorse da numerosi sentieri fiancheggiati da muretti in pietra a secco e da caratteristiche cappellette votive. La Riserva è dotata di un percorso-vita e un sentiero storico-archeologico www.sacromonte-ghiffa.com

 

 

 

 

 

 

OASI FAUNISTICA DI MACUGNAGA

 

FRI oasi macugnaga 2L'oasi faunistica del Monte Rosa tutela la grande parete del versante orientale della seconda montagna d’Europa. Venne istituita nel 1969 dall’allora Ministero dell’Agricoltura e Foreste e rappresenta quindi la prima area protetta della Provincia. Fu istituita, anche grazie al sostegno delle associazioni venatorie locali, al fine di favorire la reintroduzione dello stambecco, ormai quasi scomparso sulle Alpi. Gli esemplari liberati nell'arco di più anni provenivano dalla Valsavaranche, nel Parco del Gran Paradiso, dove viveva una delle ultime colonie delle Alpi. Trovando idonee condizioni ambientali, gli stambecchi si sono in seguito riprodotti colonizzando l'alta Valle Anzasca e la Valle Antrona. Attualmente si stimano circa 120 esemplari solo a Macugnaga.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

OASI WWF DEL PIAN DEI SALI

 

Istituita nel 1998 dai Comuni di Malesco e Villette e dal WWF Verbania, l'Oasi tutela un tipico ambiente umido di montagna al confine tra la Val Vigezzo e la Cannobina. L’ambiente (2 ettari) è caratterizzato da una torbiera ricca di stagni circondata da boschi. La vegetazione è costituita da pini e betulle, mentre tra gli arbusti spiccano il mirtillo e il brugo. Gli animali che giovano maggiormente di un ambiente così ben conservato sono gli anfibi: Ululone dal ventre giallo, Salamandra pezzata, Rospi e Rane rosse.Gli uccelli del bosco sono molto comuni e sono state segnalate anche due specie rare: il Gufo reale e l'Astore.
L’Oasi è dotata di un’area pic-nic, un sentiero con ponticelli, una “meridiana umana”, una bacheca all'ingresso.

www.wwf.it

 

 


PARCO NAZIONALE DELLA VAL GRANDE

 

FRI PN-valgrande

Il Parco Nazionale della Val Grande, istituito nel 1992, si estende nel cuore della provincia del Verbano Cusio Ossola, tra creste dirupate e cime solitarie. E l'area selvaggia più vasta d'ltalia, una wilderness a due passi dalla civiltà. Fino agli anni '50 e '60, la Valgrande fu frequentata nei mesi estivi da alpigiani e boscaioli. Dopo il loro abbandono, la natura ha preso il sopravvento, facendola diventare una wilderness di ritorno. E’ una valle unica, dove la natura sta lentamente recuperando i suoi spazi, dove boschi senza fine, acque trasparenti e silenzi incontrastati accompagnano ogni nostro passo. Un santuario dell'ambiente, da frequentare con rispetto assoluto. Ma la Val Grande è anche storia. Il lungo racconto di una civiltà montanara narrato dai luoghi e dalla gente dei paesi che circondano quest'area fra Ossola, Verbano, Val Vigezzo, Valle Intrasca e Cannobina.

Percorrendo i sentieri della Val Grande possiamo scoprire i segni lasciati dall'uomo nei secoli passati quando la valle era meta di pastori e boscaioli, tracce di una vita faticosa e povera che suscita interesse e ammirazione per la capacità di adattarsi a un territorio tanto impervio e inaccessibile. E anche chi si accontenta di arrivare alla soglia di una zona così selvaggia, fermandosi in uno dei centri che le fanno corona, ha la possibilità di cogliere le sensazioni di un'area wilderness. Perché la Val Grande, prima ancora di essere un Parco, è una valle di grandi emozioni.

www.parcovalgrande.it

 

 


PARCO NATURALE VEGLIA - DEVERO

 

FRI veglia devero

Il Parco nasce (1995) dall’unificazione sotto un unico ente di gestione del Parco Naturale di alpe Veglia (istituito nel 1978) e di quello di alpe Devero (istituito nel 1990). Il parco tutela una superficie di 86 kmq (più 22,5 kmq di “zona di salvaguardia” in Devero. Il territorio è tipicamente alpino con un’altitudine tra i 1600 e i 3500 m. Il territorio tutelato è compreso nei comuni di Baceno, Crodo, Varzo e Trasquera. Compiti principali del Parco Naturale sono la conservazione della biodiversità e la promozione di uno sviluppo sostenibile delle comunità locali. Questa azione avviene in rete con le altre 280 aree protette delle Alpi. Al confine tra Italia e Svizzera, tutela due conche alpine di origine glaciale nelle Alpi Lepontine occidentali. A 1.700 m di quota, Veglia e Devero sono due tra i più grandi alpeggi della Val d’Ossola: distese di pascolo alpino circondate da lariceti cono sottobosco di mirtillo e rododendro. Tra gli ungulati sono presenti (e facilmente avvistabili) il camoscio e lo stambecco, alle quote inferiori il capriolo e il cervo. Le praterie in quota ospitano colonie di marmotte. L’avifauna comprende il gallo forcello, la pernice bianca, la coturnice, il gufo reale e l’aquila. Nei numerosi laghetti naturali vivono il tritone alpestre e la rana temporaria. Gli splendidi lariceti subalpini, con sottobosco di mirtillo e rododendro, sono l’ambiente forestale dominante. La cura nella gestione ambientale e una buona rete di sentieri segnalati fanno del Parco un terreno d’eccellenza per il grande escursionismo alpino. www.areeprotetteossola.it

 

 

PARCO NATURALE ALTA VALLE ANTRONA

 

passoandollaL'area del Parco interessa un territorio dalla superficie complessiva di 7.444 ettari in Comune di Antrona Schieranco e Viganella in Provincia del Verbano-Cusio-Ossola. Si estende tra la quota 500 metri del fondovalle nei pressi di Viganella fino alla quota 3.656 metri del Pizzo Andolla nell'alta Val Loranco su cui convergono le valli svizzere Zwischbergenthal e Saastal. Il Parco interessa il versante destro idrografico della Valle Antrona a monte di Viganella, comprendendo un tratto di fondovalle dove sono localizzati gli insediamenti storici di questo Comune e la testata della Valle comprendendo interamente la Val Troncone e la Val Banella e il tratto della Val Loranco a monte del Lago Alpe dei Cavalli. In questo settore sono presenti ben quattro bacini artificiali (Lago di Cingino, Lago di Campliccioli, Lago di Camposecco, Lago Alpe dei Cavalli) ed il lago di Antrona, uno dei rari laghi di sbarramento naturale delle Alpi, originato da una immensa frana nel 1642. L’istituzione del parco, che trova motivazione nelle caratteristiche naturali di vera eccezionalità, con grande diversità in termini di habitat e di specie, conta la presenza di specie rarissime o uniche al mondo, è il frutto di un interessante percorso realizzato dalle amministrazioni locali, che, attraverso un percorso partecipativo, vi hanno riposto la speranza di creare nuove occasioni di sviluppo sostenibile. www.areeprotetteossola.it